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STORIA DEL KARATE

 

Le origini

Il karate risale a più di mille anni fa, esso deriva dallo Shaolin, stile di combattimento praticato fin dai tempi antichi da alcuni monaci in un monastero, lo " Shaolin Szu " ( tempio della giovane foresta ), esso si trova ai piedi del monte Sung nella Cina centro settentrionale, nella provincia di Henan.  Questo monastero, e la mentalità dei loro abitanti venne influenzato dall'arrivo del monaco Bodhidarma, fondatore del buddismo Zen. Esso arrivò al tempio intorno al 520 dopo Cristo, molto probabilmente proveniente dall'India. Insegnò ai monaci esercizi fisici e tecniche di respirazione, che venivano utilizzate per riprendere vigore dopo lunghe ore di meditazione, solo dopo qualche tempo i monaci Shaolin iniziarono a praticare le arti marziali. Lunghi anni di allenamento forgiavano i monaci in formidabili combattenti, essi miravano a potenziare non solo il loro corpo ma anche la parte spirituale e mentale grazie anche alla meditazione Zen.

 

 

 

Dal 609 al 907 in Cina ci fu la dinastia " T'ang " detta  "To" in giapponese "Kara". Fu uno dei migliori periodi per le arti marziali dove si svilupparono in tutto il paese. Questo fu il motivo perchè molti secoli dopo ad Okinawa il karate veniva denominato "Tode" il cui significato è mano cinese. E' solo da pochi decenni che l'ideogramma kara cambiò con un altro con la stessa pronuncia ma con il significato di vuoto. Infatti la parola dei giorni nostri karate ha il significato di mano vuota ossia senza armi.

 

Okinawa è una piccola isola appartenente all'arcipelago delle Ryu Kyu, situato nel mare della Cina a sud del Giappone. Nel 1372 il governo di Okinawa pagò un triubuto alla Cina che favorì l'immigrazione di famiglie cinesi. In questo caso ci può essere stato qualche immigrante che conosceva le arti marziali ma non è molto sicuro.

 

 

 

 

Nel secolo successivo venne promosso il commercio con Cina, Corea, Giappone e altri paesi del sud est asiatico. I mercanti di Okinawa erano dei nobili e alcuni anche dei guerrieri, e nei loro viaggi di lavoro entrarono in contatto con persone che conoscevano le arti marziali e importarono le varie tecniche di combattimento nel loro paese, mescolate e modificate crearono una nuova arte marziale chiamata "Te" ( mano ) o "Okinawa te" ( mano di okinawa ).   Durante il dominio giapponese (1609 - 1879) Okinawa mantenne i rapporti con la Cina. Gli inviati erano dei militari e grandi  esperti di Shaolin che spesso dimostravano al popolo di Okinawa la loro arte  e insegnavano ai nobili ed ai guerrieri che vivevano nel castello reale di Shuri.

 

Allenamento al castello imperiale di Shuri

 

Si cominciò a distinguere fra il karate praticato a Shuri (la sede del castello reale), a Naha (la capitale dell'isola), ed a Tomari (la zona del porto). Oggi Tomari e Shuri sono due quartieri di Naha. Si iniziò quindi a parlare di Shurite, Nahate, Tomarite.

 

Il primo maestro di Okinawa che si recò in Giappone, molto probabilmente fu Choki Motobu, un fortissimo combattente che non ebbe successo come insegnante poichè era quasi illetterato.

Gichin Funakoshi diede una svolta alla diffusione del karate in Giappone recandosi nel 1916 e nel 1922 per dimostrare la sua arte. Egli riuscì a dare una forte impronta ed interesse che decise di stabilirsi a Tokio. Questo fu l'avvenimento principale per la diffusione del karate nel mondo.

Bibliografia

Roberto Fassi   "Karate"   ediz. De Vecchi 

 

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